Il grande regista abruzzese completamente dimenticato in Italia.
La gentile amica Rosella Valerii mi invia una foto con in primo piano la top model Chiara Ferragni, considerata fra le influencer di moda più note nel mondo. Ma non è questo il punto. A noi interessa in particolare quel grande manifesto che, nella foto scattata di recente in un noto ristorante di New York, vediamo alle spalle della blogger e delle due amiche. Un’immagine alquanto sorprendente, se si considera che è un memorandum del film “Il mio nome è nessuno” di Tonino Valerii (Montorio al Vomano 1934-Roma 2016), celebre regista ricordato più in America che in Italia. Anzi, a otto anni dalla scomparsa, nella sua terra del tutto dimenticato, anche nelle rassegne più attente del cinema western, di cui è stato fra i protagonisti più prestigiosi e di successo, vicino al suo maestro Sergio Leone.
Da ammiratore e vecchio compagno d’infanzia, sono tanti i ricordi legati a una figura amica e di grande spessore. Con la mente torno a quell’incontro, l’ultimo (febbraio 2010), quando Giuliano Gemma e Tonino Valerii furono ospiti a Teramo della Fondazione de Victoriis Medori de Leone, presso la scuola alberghiera “Di Poppa”. Un pomeriggio straordinario con due noti personaggi del cinema italiano, all’insegna del genere “Spaghetti western” e della cucina dei bravissimi allievi della scuola alberghiera, che prepararono un menu gustosissimo, con inclusa anche l’introvabile bistecca di bisonte. Particolarmente apprezzata dall’attore e dagli ospiti. Elegante la tavola e curato il servizio degli allievi della scuola, sotto gli occhi vigili della dirigente Silvia Manetta e del prof. Acciaio in cucina. A precedere il capitolo conviviale, la presentazione di un libro biografico dedicato a Tonino Valeriii da Roberto Curti, giovane autore che del regista teramano conosce ogni particolare, anche inedito e curioso, a cominciare dai tempi del fortunato esordio accanto a Sergio Leone. Maestro del western all’italiana, che ha portato con sé una vera e propria rivoluzione tra i gusti degli spettatori del tempo. Molti di loro presenti alla serata e particolarmente interessati a rivolgere domande all’attore e al regista. Un Giuliano Gemma signorile e in gran forma con a fianco un Tonino Valerii coinvolto in un commosso “revival”. Insieme sciorinando aneddoti e ricordando una felice stagione del cinema nazionale, ricca di eventi e personaggi indimenticabili. L’attore, ammirato da signore e ragazze presenti, disponibile con tutti, firmò centinaia di autografi, rievocando episodi interessanti della sua carriera di successo.
Gemma, Valerii e il cinema: un tris che ha segnato un’epoca fra le più interessanti del cinema internazionale. Fra l’attore e il regista teramano, un incontro fortunato per entrambi e avvenne in un modo un po’ curioso. Come lo stesso Gemma volle raccontare: “Ero in bicicletta per le strade di Roma e avevo notato una macchina che mi seguiva da un po’. Dopo vari colpi di clacson mi fermai, il conducente scese e si presentò come Tonino Valerii. Mi chiese se avevo avuto il copione dei ‘Giorni dell’ira’, se mi aveva chiamato qualcuno dalla produzione del film. Io invece non ne sapevo niente, nessuno mi aveva ancora contattato. Alla fine Tonino mi mise in mano il copione. Fu insomma lui a volermi fortemente per quel film, che fu un impegno faticoso, ma di grande soddisfazione. ‘I giorni dell’ira’ fu un grosso successo».

Una collaborazione che continuò poi a lungo con il film “Il prezzo del potere” ed altro. Tanto da scrivere insieme un capitolo fra i più esaltanti del genere western. Ora, purtroppo, dimenticato.